Ci svegliammo con il rumore della pioggia che picchiettava sui vetri della finestra, gli occhi gonfi delle lacrime della sera prima.
– Ti amo. –
Fu la prima cosa che le dissi, sommessamente, quasi vergognandomi.
Perché la decisione era stata mia.
Lei era ancora girata dalla parte del muro, dandomi le spalle.
Forse stava comoda così, o forse voleva solo dimostrarmi il suo disappunto.
Non potevo saperlo.
Io ero intento a guardare il soffitto con aria persa.
Guardavo ma non vedevo.
Il tumulto in testa.
Ed il vuoto fuori.
Intanto la pioggia si era fatta più forte.
Lei si strinse nelle coperte e tirò su con il naso.
Le carezzai la testa, la baciai sulla fronte e mi girai dall'altra parte.
Non mi aspettavo che mi perdonasse.
Non lo stavo facendo neanche io.
Volevo solo che capisse quanto dolorosa era stata la mia decisione...
giovedì 24 gennaio 2019
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